Una delle grandi metafore per dire la VITA in tutta la sua pienezza è probabilmente quella del VIAGGIO. Viaggiare è sinonimo di CONOSCENZA, ricerca della felicità, ricerca della verità di sé e del SENSO dell’esistenza.
La cultura cristiana traduce questa metafora della vita con un termine più preciso: PELLEGRINAGGIO, cioè un viaggio che non solo ha un punto di partenza ma un preciso punto di arrivo: un santuario, la tomba di un santo, un luogo di miracolo, di incontro con il Sacro e di rimando alla META ULTIMA: l’aldilà. Le stesse PROCESSIONI non sono altro che piccoli pellegrinaggi locali. Ogni processione è aperta dalla CROCE, dietro la quale si articola l’intero popolo di Dio. Il nostro viaggio parte dal 5 dicembre 254, quando si conclude con il martirio il pellegrinare di San Dalmazzo, primo evangelizzatore. Sulla sua tomba fiorisce il primo annuncio cristiano e di qui si espande ad un vasto territorio articolandosi in parrocchie e comunità religiose e laicali, fino ad oggi, attraverso il costituirsi della diocesi di Cuneo. Nel corso dei secoli le strutture si sono modificate, adattandosi alle esigenze della città: per far fronte ai sette assedi, ai quali Cuneo resiste con tenacia ed anche gli edifici religiosi si votano alla difesa e nascono locali come quello in cui ci troviamo: polveriere sotterranee ricavate sotto le sacrestie nella speranza che i nemici non bombardino i luoghi di culto.
Ci prepariamo quindi ad un viaggio interessante, complesso ed articolato, costituito non solo dalla somma di tanti frammenti, ma dalla suggestione profonda che si crea guardando con passione ed intelligenza attorno ad essi... Buon viaggio!
La polveriera
Le esigenze strategico-militari della città avevano nel corso del tempo richiesto che la piazzaforte fosse dotata di appositi luoghi per accogliere il complesso armamento bellico e conservare le polveri. Il potere centrale interveniva individuando quei settori della città meno esposti agli attacchi delle artiglierie degli assedianti. Per questo, spesso le polveri erano conservate in luoghi sotterranei di edifici civili e religiosi, come nel caso del Magazeno detto della Pieve (1731) o negli spazi al di sotto del Monastero di Santa Chiara, della chiesa di S. Ambrogio (1784) e, appunto, di San Sebastiano.Questi spazi dovevano garantire la conservazione in luogo asciutto e secco delle polveri, e vengono chiamati nei documenti alla prova di bomba, in quanto dotati di muri molto spessi e di una copertura a volta molto robusta.
L'assedio del 1691

- Apparizione del Beato Angelo Carletti durante l'assedio del 1691. Inizio XVIII secolo, affresco. CUNEO, Santuario della Madonna degli Angeli
Durante l’assedio del giugno 1691 da parte delle truppe francesi, il beato Angelo Carletti apparve “tum supra muros civitatis...tum supra turris, brachiis in formam Crucis espansis...” proteggendo e difendendo Cuneo dalle bombe lanciate dai nemici. La miracolosa visione è narrata dalle cronache cittadine, ma anche dalle testimonianze degli assedianti raccolte nel processo di beatificazione del Carletti.

